Un ciondolo fatto dal calco di un tortellino vero.
Un tortellino fatto a mano dalla nonna Fernanda, con la sfoglia, le pieghe, la chiusura attorno al dito. Tutto rimasto nel metallo, piega per piega. A Bologna e in Emilia il tortellino è una questione di famiglia. Ogni casa ha la sua ricetta, la sua chiusura, la sua dose di ripieno. Le nonne lo insegnavano alle figlie, le figlie alle nipoti. Chi lo sa fare non segue una ricetta scritta: va a mano e a memoria.
Si mangia in brodo, quello di cappone o di gallina. La tradizione lo vuole così, anche se poi ognuno fa come gli pare. La leggenda racconta che un oste di Castelfranco Emilia, sbirciando dal buco della serratura, vide l'ombelico di Venere e ne rimase talmente colpito da riprodurne la forma con la sfoglia. Vera o no, la storia si tramanda da secoli. Di sicuro il tortellino è il piatto che rappresenta Bologna e l'Emilia più di qualsiasi altro.
Per la famiglia Maccaferri il tortellino era quello della nonna Fernanda.
Un regalo da Bologna
Il Tortellino è il regalo che chi torna da Bologna porta a casa. O che chi è di Bologna regala a chi non lo è.
Questo gioiello esclusivo, fatto interamente a mano è un oggetto artigianale con una storia vera, la nonna Fernanda e il calco, e si porta addosso tutti i giorni come un ciondolo qualsiasi. Chi lo riceve chiede sempre come è nato. La storia è corta e si ricorda al primo ascolto. Da quel primo ciondolo è nata una collezione. Oggi il Tortellino è il pezzo che ci chiedono più spesso. Lo comprano i bolognesi, i turisti, chi vuole regalare qualcosa che sia davvero di questa città e non un souvenir da bancarella.
Il gioiello è proposto in diverse versioni: si parte dall'argento e si arriva all'oro con diamante. Il ciondolo è lo stesso, quello che cambia è il metallo e il peso che senti quando lo tieni in mano. Ogni versione è fatta a mano nel laboratorio di Via Drapperie.
Lo spediamo in tutta Italia con una custodia e un cartoncino che racconta la storia del ciondolo.
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